Il volume esamina il fenomeno dell’eredità digitale, indagando se e in che misura risorse e informazioni in formato digitale possano essere ricondotte all’interno delle categorie tradizionali del diritto civile. L’analisi prende le mosse dalla distinzione tra profili riconducibili alla sfera dell’“essere”, intrasmissibili e affidati a forme di tutela postuma, e profili ascrivibili all’“avere”, suscettibili di essere attratti nel circuito ordinario della devoluzione mortis causa.
Entro questa cornice, il lavoro propone una lettura sistematica delle nozioni di persona, bene, proprietà e successione, verificandone la perdurante capacità ordinante nel contesto tecnologico attuale. Il confronto comparatistico tra l’esperienza angloamericana e l’ordinamento italiano – congiunto a un approccio bottom up mutuato dal common law – consente di esaminare le diverse entità digitali nella loro specificità e di definirne, con metodo casistico, la corretta collocazione sistematica.
Muovendo da tali premesse, il volume dedica particolare attenzione agli strumenti di pianificazione successoria, in primo luogo al testamento, valutandone l’attitudine a disciplinare la sorte post mortem delle risorse digitali e a integrare, in modo coerente, interessi patrimoniali e personalistici.
L’esito dell’indagine evidenzia come la digitalizzazione non esiga una rifondazione dell’impianto dogmatico, ma una sua riattualizzazione interpretativa, da condursi nei limiti tracciati dall’art. 12 delle Preleggi, idonea a governare fenomeni solo in apparenza nuovi. Il digitale si configura così non come cesura epistemologica, bensì come banco di prova della persistente vitalità delle categorie del diritto civile.
Dettagli libro
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Editore
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Lingua
Italiano -
Data di pubblicazione
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Numero di pagine
306 -
Collana
Sull'autore
Nicoletta Patti
Nicoletta Patti è Assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e cultrice della materia Diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Palermo. I suoi interessi scientifici si concentrano sul diritto di famiglia studiato con metodo comparatistico, con particolare attenzione alle trasformazioni indotte dai mutamenti tecnologici e sociali. Autrice di diversi contributi pubblicati in riviste nazionali e internazionali, ha svolto periodi di ricerca presso istituti esteri, tra cui l’Institute of Advanced Legal Studies dell’University of London, la Latvijas Universitāte e l’Italian School of East Asian Studies (ISEAS) di Kyoto.

