I volti dell’infanzia nelle culture audiovisive Cinema, immagini, nuovi media

I volti dell’infanzia nelle culture audiovisive

Cinema, immagini, nuovi media

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Il volto dell’infanzia è un oggetto culturale tanto carico di significato quanto ad oggi inesplorato. Ciò appare controintuitivo: oggi avanzano con una certa dirompenza face studies che delineano la natura pervasiva del volto in quanto dispositivo comunicativo, retorico, empatico, tuttavia tali approcci sono concentrati quasi esclusivamente sul volto adulto. Al contrario la mediasfera contemporanea è popolata di volti di bambini, che assumono i più svariati e complessi significati. Se l’infanzia è il convitato di pietra negli studi sul volto, una culturologia dei volti infantili si rende essenziale. Ne consegue la necessità di una messa a sistema, che in questo volume si diparte dal più ingente deposito dell’immaginario visivo dalla fine del 1800 a oggi. Si articolano così le premesse metodologiche per uno studio sistematico a partire dal cinema, luogo d’elezione del volto dell’infanzia, ma anche prisma attraverso cui si rifrangono le culture audiovisive contemporanee, dalla newborn photography a FaceApp, passando per Samara Morgan, Shirley Temple, i Teletubbies e molti altri.

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Sull'autore

Bruno Surace

Bruno Surace insegna Cinema e comunicazione audiovisiva all’Università degli Studi di Torino, dove lavora anche come assegnista post-doc. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Semiotica e media ed è collaboratore in qualità di lecturer del Collegio Einaudi di Torino. Ha pubblicato la monografia Il destino impresso (2019); ha curato libri in italiano e in inglese ed è autore di circa cinquanta articoli scientifici. Ha tenuto conferenze in Europa, Cina e negli USA; è stato inoltre Visiting Scholar presso l’University College Cork (UCC).

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