Secondo l’opinione tradizionale, viziata da pregiudizi attuali proiettati sul passato, le donne nel Medioevo lavoravano in casa, tessendo e filando, magari alla luce di una candela ricordando il fuggire inesorabile del tempo, come ce le dipinge in una lirica Ronsard. Le ricerche recenti, che in questa seconda edizione del volume vengono ulteriormente approfondite da un’appendice di aggiornamento, mostrano un quadro completamente diverso: donne occupate in tutti i possibili settori, comprese l’edilizia, le miniere e le saline. Imprenditrici che si autofinanziavano con propri capitali ottenuti dalla vendita di abiti e gioielli. Donne l’entità dei cui salari – spesso in grado di far fronte autonomamente a situazioni di necessità –, non era dovuta alla differenza di genere, ma a una pluralità di fattori (età, perizia tecnica). Donne che col proprio lavoro riuscivano a mantenere sé stesse e i familiari in difficoltà, o a saldare i debiti dei mariti. Nobildonne impegnate nelle attività imprenditoriali più varie. Donne non escluse dalle corporazioni, ma che ne rimanevano al di fuori per propria volontà.
Sull'autore
Maria Paola Zanoboni
Maria Paola Zanoboni, abilitata a professore associato in Storia economica medievale, collabora con numerose riviste (tra cui “Medioevo”, “Storica National Geographic”, “Prometeo”). Tra le sue pubblicazioni con Jouvence: Scioperi e rivolte nel Medioevo (2015); Donne al lavoro nell’Italia e nell’Europa medievali (2016; premio Italia Medievale 2017); Povertà femminile nel medioevo (2018; premio “Gisa Giani” 2018 e presentato al Festival del Medioevo di Gubbio 2019). Inoltre ha pubblicato: La vita al tempo della peste (“Medioevo Dossier”, n. 5, novembre 2013); Alle origini del “made in Italy” (“Medioevo Dossier”, n. 8, maggio 2015); Lavori di donne, lavoro delle donne, in Storia del lavoro in Italia. Il medioevo, a cura di F. Franceschi (Roma 2017). L’elenco completo delle sue pubblicazioni è disponibile sul sito: www.academia.edu\indipendent\mariapaola.zanoboni.

