Profondamente diversi, gravitanti attorno a due poli letterari non di rado in aperta ostilità (Firenze e Roma), Carlo Betocchi e Libero de Libero stringono a metà degli anni Trenta un forte sodalizio umano e intellettuale che rimane saldo per oltre quarantacinque anni, attraversando i cambiamenti tumultuosi della società postbellica e la trasformazione degli assetti culturali negli anni Sessanta e Settanta. Custodito al Gabinetto Vieusseux di Firenze e alla Quadriennale di Roma, il loro cospicuo carteggio risulta di grande rilievo non solo per le riflessioni critiche sulla poesia e sui testi di entrambi, ma anche per i riferimenti a fatti letterari, per le discussioni interne alle riviste e per i giudizi affilati su artisti e scrittori (gli ermetici, Montale, Sereni, i Novissimi, Dario Bellezza). Attraverso l’analisi dei documenti d’archivio e l’indagine comparata delle opere, il volume fa luce su due personalità tutt’altro che marginali nella “repubblica delle lettere”, restituendone l’evoluzione poetica e lo sguardo acuto e indipendente sul Novecento.
Dettagli libro
-
Editore
-
Lingua
Italiano -
Data di pubblicazione
-
Numero di pagine
274 -
Collana
Sull'autore
Francesco Venturi
Francesco Venturi insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università dell’Aquila. Formatosi a Pavia e a Siena, è stato ricercatore a Durham (UK) e professore di Letteratura italiana all’Università di Oslo. Si è occupato di autori e archivi del Novecento, con studi dedicati in particolare a Carlo Emilio Gadda e ad Andrea Zanzotto. È condirettore di “Strumenti critici”.

