Il discorso proposto nel libro si sviluppa a partire dal concetto centrale di “inconscio culturale”, ispirandosi all’insegnamento dello scrittore e psicoanalista indiano Sudhir Kakar, che intende cogliere la complessità della relazione tra cultura e inconscio. Non si può infatti pensare a un inconscio che non sia già all’origine culturale e a un’idea di cultura che non sia intrinsecamente correlata ai fattori inconsci. Attraverso un percorso che frequenta le molteplici dimensioni del disagio individuale e di gruppo, le figure dell’esistenza che si articolano con le diverse mitologie sociali, i processi identitari che si intrecciano con le più varie forme di nuove geografie della psicoanalisi, emerge il forte legame tra l’esperienza intrapsichica nella stanza di analisi e la realtà culturale nei suoi aspetti sia creativi che distruttivi. Nell’integrazione del concetto di “inconscio culturale” con diversi modelli psicoanalitici come quello di Wilfred Bion, che presuppone un maggiore interscambio tra conscio e inconscio, e quello di Heinz Kohut, che coglie la dimensione “storica” di un Sé nucleare rispecchiato negli oggetti-sé culturali, si pongono le premesse per ragionare nei termini di un’antropologia psicoanalitica del Sé.
Dettagli libro
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Editore
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Lingua
Italiano -
Data di pubblicazione
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Collana
Sull'autore
Alfredo Lombardozzi
Alfredo Lombardozzi è psicoanalista individuale e di gruppo, socio ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalitical Association (IPA). Antropologo di formazione è stato docente di Antropologia psicoanalitica all’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara e all’Università degli Studi dell’Aquila. È stato Direttore della rivista “Koinos – Gruppo e funzione analitica” e della “Rivista di Psicoanalisi”. Ha pubblicato molti contributi scientifici sul rapporto tra psicoanalisi e antropologia.

