I tabù dell’educazione Su ciò che la pedagogia non vuol vedere

I tabù dell’educazione

Su ciò che la pedagogia non vuol vedere

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I tabù sembrano materia vetusta, eppure esiste una provincia del sapere e delle pratiche estremamente delicata e sensibile che ne è ancora afflitta gravemente. Questa provincia è quella dell’educazione (soprattutto italiana, ma non solo) e della pedagogia. Tutta la popolazione incappa nei tabù, ma soprattuto quella fetta che tutt’oggi ne incontra necessariamente un uso istituzionalizzato, ovvero i bambini e i ragazzi. In questo libro, con piglio controeducativo, se ne propone un elenco e un tentativo di elaborazione, senza farsi mancare il sale e il pepe d’autore, già da tempo impegnato a fare il contropelo a una cultura che, ancora capitanata in buona sostanza da monsignor Della Casa e tata Lucia, appare tra le più arretrate e muffose. Qui vengono dunque passati a fil di spada i tabù che concernono il sacro materno, il sesso dei bambini, la morte, il fallimento, quel curioso costrutto micidiale definito scuola, il piacere, l’ozio e diversi altri che ancora incutono tremori nel tapino volgo pedagogico.

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Sull'autore

Paolo Mottana

Paolo Mottana insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. È cultore appassionato della pedagogia immaginale, che ha fondato, e della controeducazione, intorno alla quale redige un blog. Tra i suoi ultimi scritti, Antipedagogie del piacere: Sade e Fourier e altri erotismi (2008); Eros, Dioniso e altri bambini. Scorribande pedagogiche (2010); Piccolo manuale di controeducazione (2012), La controeducazione di James Hillman (2013); Cattivi maestri. La controeducazione di Scherer, Vaneigem, Bey (2014).

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