Corpo, linguaggio e danza in Étienne Bonnot de Condillac

Corpo, linguaggio e danza in Étienne Bonnot de Condillac

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Uno dei punti culminanti del pensiero condillacchiano è la tesi secondo cui l’arte di ragionare deve essere ricondotta all’arte di parlare, intesa come la capacità di scomporre il pensiero nelle singole idee che lo compongono, ripercorrerne la generazione e ricomporle in unità di senso che mettano in risalto la loro genesi “aistetica”. Tale è l’operazione dell’analisi, che nasce insieme al linguaggio d’azione. Fonte comune del linguaggio e dell’arte, il linguaggio d’azione vede nella danza – la prima forma d’arte a sorgere – la possibilità di rendere l’analisi un’arte. Il modo in cui la danza fa propria la “teatralizzazione” del sentire da cui ha origine il linguaggio d’azione le conferisce un ruolo chiave nello sviluppo dell’attività percettiva e delle potenzialità espressive, linguistiche e intellettive insite in essa. Il presente volume si concentra precisamente sulla centralità della danza nella “formazione aistetica” dell’individuo all’interno della teoria del linguaggio e dell’arte di Étienne Bonnot de Condillac.

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Sull'autore

Serena Massimo

Serena Massimo, dottoressa di ricerca in Estetica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, attualmente insegna Estetica e cultura visiva contemporanea presso l’Università degli Studi di Ferrara. Le sue ricerche vertono su: il sensismo condillacchiano, il nesso tra linguaggio metaforico e corporeità, il processo di apprendimento della creatività artistica, l’improvvisazione in danza e il rapporto tra danza e paesaggio.

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