La ferita dell’onnipotenza Quello che la Bibbia può insegnare sulla libertà

La ferita dell’onnipotenza

Quello che la Bibbia può insegnare sulla libertà

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Nel Bereshit Rabbah, il grande midrash sul Genesi, si narra di come gli angeli fossero contrari al proposito di Dio di creare l’uomo. Un essere libero avrebbe rappresentato un elemento di pericolosa incertezza per la creazione e persino per Dio. La libertà umana non si concilia con l’onnipotenza. Per la filosofia e per le scienze, quelle della “libertà” e della “novità” rimangono questioni irrisolte. Così come il nuovo ha in sé qualcosa di non deducibile dalle sue premesse, l’atto libero è tale solo se l’insieme delle ragioni o delle cause non sono sufficienti a spiegarlo: un fattore di inconoscibilità lo caratterizzerebbe. L’evento, la novità, la nascita, l’origine, pensati nella prospettiva dell’irreversibilità, sono al centro del presente lavoro. Una prospettiva che proviene dall’altra radice dell’occidente: la Bibbia, e la tradizione ebraica. Una scheggia antiidolatrica nel cuore della cultura occidentale destinata a spezzare l’armonia del tutto, a inquietare quell’abbraccio onnicomprensivo che oggi ritroviamo in forme risorgenti di panteismo e anche in un certo dogmatismo cosmologico secondo il quale l’universo non può che avere in sé la propria ragion d’essere, in una perfetta autoreferenzialità.

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Sull'autore

Sandro Tarter

Sandro Tarter (1957) insegna Metafisica e Etica filosofica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bolzano. Studioso del pensiero di Lévinas, tra i suoi lavori ricordiamo: Crisi della metafisica e pensiero dell’esilio. Per una rilettura del Libro di Giobbe (1989); La riva di un altro mare. Alterità, soggettività, giustizia: a partire da Lévinas (1995); Evento e ospitalità. Lévinas, Derrida e la questione straniera (2004).

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