Popoli in lacrime, popoli in armi L'occhio della storia 6

Popoli in lacrime, popoli in armi

L'occhio della storia 6

Un uomo è morto in maniera violenta e ingiusta, delle donne lo piangono e si lamentano. Ben presto un intero popolo sarà in lacrime e queste lacrime si convertiranno in rivolta collettiva, in presa alle armi. La scena de La Corazzata Potëmkin di E· jzenštejn offre a Didi-Huberman l’occasione di discutere l’espressione del pathos in immagini e la forza trasformativa delle lacrime, il loro potere di sollevare un intero popolo. È possibile che un’emozione sopravviva nell’immagine? Può il pathos diventare praxis? Da qui l’ultima grande questione: una dialettica del sensibile è in grado di rendere visibili le emozioni di popoli che vivono al margine, dandone quindi figurazione? Attraverso il montaggio, nelle sue diverse modalità tecniche, le emozioni stratificate nelle immagini assumono la forma di costellazioni estetiche dove la storia si arresta per rendere leggibili i popoli.

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About the author

Georges Didi-Huberman

Georges Didi-Huberman (Saint-Étienne, Loire, 1953), storico dell’arte e filosofo, insegna presso l’École des hautes études en sciences sociales, dove occupa il titolo di maître de conférences dal 1990. Ha insegnato in numerose università europee e nordamericane (Berkeley, Johns Hopkins, Freie Universität Berlin, Université-Eikones NFS Bildkritik Basilea...). Vincitore di due premi dell’Académie des beaux-arts, il premio Hans Reimer dell’Aby-Warburg-Stiftung, il premio Napoli e il premio Humboldt. Tra i suoi libri pubblicati in italiano, ricordiamo: Immagini malgrado tutto (2005); L’immagine aperta. Motivi dell’incarnazione nelle arti visive (2008); La pittura incarnata (2008); Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà (2014).

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