Martin Heidegger.  Pensare senza fondamenti

Martin Heidegger. Pensare senza fondamenti

Il pensiero di Martin Heidegger vuole prendere le distanze dalla tradizione filosofica che intende come storia della metafisica. Il risultato che ne consegue consiste in una demolizione di ogni fondamento a partire, in particolar modo, dal principio di ragione, momento fondante non solo della gnoseologia moderna ma anche, secondo Heidegger, della sua ontologia. Heidegger, che resta al centro del dibattito filosofico, sale alla ribalta dell’attenzione mediatica per gli aspetti della sua lunga e tormentata esistenza, che hanno diviso gli interpreti in difensori e pubblici ministeri soprattutto dopo la pubblicazione degli Schwarze Hefte. Questa ricerca non intende entrare nella querelle sull’antisemitismo heideggeriano, ma non cerca nemmeno di evitare il problema, indagando il rapporto che il filosofo ebbe con il mondo ebraico. L’ipotesi di lavoro che si è tenuta presente è stata quella di un’anarchia del pensiero heideggeriano, di una totale assenza di fondamento (Abgrund), rispetto ai principi della riflessione metafisica, anche in virtù della voce dei poeti.

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About the author

Francesco Mora

Francesco Mora è ricercatore di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Studioso fin dagli anni Ottanta dell’ambiente tedesco della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX, si è occupato in particolare dell’opera di Georg Simmel su cui ha prodotto vari saggi e monografie, della filosofia di Aristotele e della sua interpretazione heideggeriana. Da tempo la sua ricerca è incentrata sullo studio del pensiero di Heidegger e del problema dell’umanismo nella sua dimensione europea.

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