La postmodernità di «Empire»

La postmodernità di «Empire»

Nel 2000 viene pubblicata la prima edizione di Empire, opera di Antonio Negri e Michael Hardt destinata a diventare pietra miliare della teoria politica contemporanea e nucleo focale di un’elaborazione che si sviluppa tutt’oggi. Con l’intento di «rinvigorire la teoria comunista, o meglio, di scrivere un nuovo capitolo del Capitale», gli autori si propongono di analizzare il mondo globalizzato aggiornando la «cassetta degli attrezzi» di marxiana memoria, traghettando così Marx oltre Marx e il marxismo novecentesco. Empire ha avuto una diffusione planetaria e la sua pubblicazione ha scatenato una discussione amplissima che ha interessato le accademie e i movimenti di tutto il mondo. A distanza di circa vent’anni dalla prima edizione dell’opera, il presente saggio si pone come obiettivo l’analisi critica di questo dibattito e una sua ricostruzione tematica, al fine di mettere a confronto il lavoro di Negri e Hardt con le diverse interpretazioni da essi suscitate e così comprendere compiutamente il loro pensiero.

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About the author

Elia Zaru

Elia Zaru è Ph.D. presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e cultore della materia presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, dove collabora con la cattedra di Storia delle dottrine politiche. Membro del comitato di redazione di «Glocalism» e «Quaderni Materialisti», ha pubblicato su riviste italiane e internazionali. Studioso della filosofia del ’900 nella sua declinazione politica, sta sviluppando una ricerca sulla «crisi della modernità» nel dibattito contemporaneo.

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