Jung e il cinema Il pensiero post-junghiano incontra l’immagine filmica

Jung e il cinema

Il pensiero post-junghiano incontra l’immagine filmica

Il pensiero di Jung non è utile solo per la terapia: è un mezzo per interpretare il mondo, e quindi anche per comprendere il linguaggio dei film. Tra Pulp Fiction, Blade Runner e 2001: Odissea nello spazio, questo libro applica per la prima volta la psicologia junghiana all’analisi cinematografica. Per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per chi si interessa di Cultural Studies e di Media Studies, una lettura interdisciplinare, originale e innovativa del “pensiero del profondo”.

Testi di: John Beebe, Pat Berry, Mary Dougherty, Don Fredericksen, Christopher Hauke, Luke Hockley, John Hollwitz, John Izod, Lydia Lennihan, Jane Ryan, James Wyly, Don Williams.

Book details

About the author

Ian Alister

Ian Alister è formatore e supervisore per la Society of Analytical Psychology di Londra. Pratica privatamente training analitico a Cambridge.

Aa. Vv.

Con contributi di: Emilio Bibini, Lilia Casali, Maurizio Corsini, Guido Dalla Casa, Giulio De Nicola, Bruno Fedi, Adriano Fragano, Enrico Giannetto, Thomas Hartung, Dacia Maraini, Roberto Marchesini, Luciano Mazzoni, Enrico Moriconi, Elena Pagliarino, Vittorio Parisi, Valerio Pocar, Paola Re, Paolo Ricci, Costanza Rovida, Mario Salomone, Vincenzo Scalfari, Angelo Tartabini.

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