I formalisti russi nel cinema

I formalisti russi nel cinema

Negli anni venti del secolo scorso i formalisti russi inaugurarono un approccio al cinema che ne valorizzava, in particolare, il carattere di autentica “scrittura” audiovisiva. Di quell’approccio oggi si fanno apprezzare, oltre all’originale afferenza al vasto territorio di una “antropologia dell’immagine e dei media”, il notevole spessore teorico e la sorprendente attualità nel contesto della rivoluzione digitale. Alla traduzione di alcuni testi classici riuniti nel volume che rese note le tesi formaliste sul cinema – Poetika Kino (Poetica del cinema, 1927) – questa raccolta aggiunge i contributi di tre autori – Roman Jakobson, Jan Mukar ˇovský, Jurij Lotman – che ripresero e approfondirono i temi portanti di quella linea di ricerca.

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Pietro Montani

Pietro Montani, filosofo, è professore onorario alla “Sapienza”, dove ha insegnato Estetica. Dirige l’edizione italiana delle Opere scelte di S. M. Ejzenštejn (1981-2019, in nove volumi). Tra i suoi ultimi libri: Bioestetica (2007), tradotto in Francia; L’immaginazione intermediale (2010); Tecnologie della sensibilità (2014); Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica (2017). Per Mimesis ha curato Dziga Vertov, L’occhio della rivoluzione (2011).

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