Diario di Ponary Testimonianza diretta del genocidio ebraico in Lituania, 1941-1943

Diario di Ponary

Testimonianza diretta del genocidio ebraico in Lituania, 1941-1943

Piccole strisce di carta infilate in bottiglie di limonata conservano il ricordo delle migliaia di colpi di fucile esplosi nel bosco di Ponary, località nei dintorni di Vilnius, a partire dal luglio 1941 fino al novembre 1943, periodo nel quale oltre 60.000 ebrei polacchi e russi furono lì massacrati e gettati in enormi fosse dai nazisti tedeschi e dai lituani collaborazionisti. A registrare la Shoah della cosiddetta “Gerusalemme di Lituania” fu il giornalista Kazimierz Sakowicz. In un diario sconvolgente e oggettivo, Sakowicz ha annotato il numero delle vittime, la vendita dei loro vestiti agli abitanti del luogo, i flussi di camion che per oltre due anni sono transitati davanti alla sua abitazione trasportando prigionieri diretti al luogo delle loro esecuzioni. Sebbene l’autore non sia sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale, queste pagine, tradotte per la prima volta in italiano, arrivano a noi come una delle poche e meglio documentate testimonianze della follia antisemita in terra lituana.

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Kazimierz Sakowicz

Kazimierz Sakowicz (1899-1944), è stato giornalista per la “Przegla˛d Gospodarczy” (Rivista Economica) di Vilnius. Fu testimone oculare del massacro di circa 60.000 ebrei da parte dei nazisti e dei lituani collaborazionisti descritto nel suo Diario di Ponary 1941- 1943, pubblicato in polacco soltanto nel 1999. Membro della Resistenza polacca, il 5 luglio 1944 fu trovato ferito mortalmente vicino alla sua bicicletta nel bosco di Ponary, colpito, secondo alcuni, da nazisti tedeschi o, secondo altri, da collaborazionisti lituani.

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