Il 69 d.C. non descrive soltanto un curioso
ed eccentrico accidente dell’epopea dell’antica
Roma; né esso si contraddistingue semplicemente
per aver segnato, con la morte di
Nerone, la fine della dinastia di Cesare e di
Augusto.
È piuttosto un anno la cui importanza epocale
consta nell’aver trasportato il centro di legittimazione
del potere imperiale da Roma alle
frontiere, dal senato alle legioni, dalle piazze
capitoline agli accampamenti militari, dai fasci
littori alle spade.
Un anno che certifica, ancora, la prima grande
crisi dell’impero, fino a quel momento non
estraneo a cambiamenti violenti e improvvisi
del principe regnante, ma sempre indirizzati
e contenuti nell’ambito di una rigorosa continuità,
personificata insieme dalle antiche istituzioni
e dal sangue dei successori di Cesare.
Il testo ne ricostruisce le tumultuose vicende
politiche e militari, passando attraverso gli
effimeri governi di Galba, Otone e Vitellio,
fino alla definitiva affermazione dell’autorità
di Vespasiano.
Sull'autore
Ferdinando Emilio Abbate
Ferdinando Emilio Abbate è avvocato e abita a Roma. Aforista, storico e saggista, ha collaborato con il quotidiano “Avvenire”. Fra le sue precedenti pubblicazioni: Filosofia del commercio (1987), La mano sinistra del Cristo (2000), Aforismi e pensieri brevi (2020), La politica religiosa da Costantino a Teodosio (2023) e Le campagne militari dell’imperatore Giuliano (2023).

