Utopie mascherate Da Rousseau a Hunger Games

Utopie mascherate

Da Rousseau a Hunger Games

A partire dagli anni Novanta del secolo scorso è esploso un nuovo e fortissimo interesse, soprattutto tra le nuove generazioni, verso gli universi utopici e distopici. Ciò probabilmente è dovuto, come era avvenuto anche in epoche precedenti, a quel radicale cambio di paradigma tecnologico che ha visto l’avvento e la straordinaria diffusione delle tecnologie digitali applicate a ogni aspetto dell’umano: comunicazione, trasporti, produzione di energia, agricoltura, medicina, armi ecc. Il forte ritorno negli ultimi anni di un genere come la fantascienza (in romanzi, film, serie TV, videogame di grande successo) che, tra giravolte decostruzioniste e roboanti proclami sulla fine della Storia, sembrava aver esaurito la sua funzione di immaginare e testare il futuro, ne è un’ennesima conferma. Ma utopia e distopia hanno una storia antica e hanno sempre funzionato come straordinari grimaldelli interpretativi sia delle dinamiche del presente che delle loro derive future. Questo grazie alla loro estrema duttilità e capacità di essere declinate in tutti i possibili aspetti della società: politico, economico, tecnologico, di razza, di genere. Questo libro rappresenta un tentativo di mostrare la grande adattabilità dei concetti di utopia e distopia, strumenti indispensabili per comprendere il periodo storico in cui viviamo e immaginare quello successivo.

Book details

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    Italian
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About the author

Emiliano Ilardi

Emiliano Ilardi insegna Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso l’Università di Cagliari. Svolge attività didattica e di ricerca in vari campi, dalla sociologia della letteratura alle teorie della pubblicità. Sui temi della distopia e della catastrofe ha pubblicato: Catastrofi ambientali, mass media e mutazioni: le profezie di J.G. Ballard, in M. Gavrila (a cura di), L’onda anomala dei media (2012); Una modernità senza catastrofe: il grande sogno dell’immaginario americano, in G. Ragone (a cura di), Lo spettacolo della fine (2012).

Annamaria Loche

Annamaria Loche ha insegnato Filosofia Politica presso l’Università di Cagliari, si è prevalentemente occupata della filosofia politica inglese e francese dell’età moderna dal XV al XIX secolo e della filosofia anglosassone contemporanea. Ha pubblicato libri e saggi, tra l’altro, su Montesquieu, Rousseau, Bentham, Hart, Rawls. Sui temi dell’utopia e della distopia è autrice di alcuni contributi su Rawls, Nozick, Huxley, Dick.

Martina Marras

Martina Marras ha conseguito il dottorato in Filosofia, Epistemologia e Storia della cultura presso l’Università di Cagliari, sviluppando una tesi dal titolo Jean Hampton: femminismo e prospettive contrattualistiche oltre Rawls e Gauthier. Collabora all’insegnamento di Filosofia politica presso l’Università di Cagliari. Si interessa prevalentemente di filosofia politica contemporanea, in particolare di femminismo, contrattualismo e teorie della giustizia.

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