Sul concetto di politica

Sul concetto di politica

Der Begriff des Politischen (1927) è il saggio più importante e famoso di Carl Schmitt. In esso il giurista tedesco muove da un quesito semplice e apparentemente banale: se bello e brutto sono le categorie dell’estetica, giusto e ingiusto (e buono e cattivo) lo sono della morale, utile e dannoso dell’economia, e così via, quali sono le categorie della politica? Quest’ultima – risponde Schmitt – è necessariamente incardinata sulla distinzione amico/nemico. L’esistenza dell’hostis latino – cioè del “nemico pubblico”, ben diverso dal nemico privato (inimicus) – rende possibile l’aggregazione politica, la quale, per sua natura, include alcuni ed esclude altri, che perciò costituiscono un’insidia almeno potenziale. Frutto del clima e delle lacerazioni della Repubblica di Weimar, con il trascorrere del tempo Begriff des Politischen è divenuto uno snodo fondamentale della riflessione sul potere, offrendosi ai lettori come l’ultimo classico della tradizione machiavelliana del “realismo politico”.

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Carl Schmitt

Carl Schmitt (Plettenberg, 1888-1985) è fra i maggiori giuristi e filosofi politici del Novecento. Fra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: Romanticismo politico (ed. orig. 1919), La dittatura (1921), Teologia politica (1922), La dottrina della Costituzione (1928), Il nomos della terra (1950), Teoria del partigiano (1963).

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