Rigore e immaginazione Percorsi semiotici sulle scienze

Rigore e immaginazione

Percorsi semiotici sulle scienze

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In una lunga intervista raccolta in più momenti da Pino Donghi, tra il 2017 e il 2020, Paolo Fabbri ripercorre le vicende e gli snodi della più rigorosa delle discipline inattuali. La semiotica, da passione che travolse gli intellettuali a partire dagli anni Cinquanta, è oggi diventata una disciplina riconosciuta e, soprattutto, un atteggiamento mentale diffuso di curiosità rispetto ai linguaggi e ai discorsi della cultura sociale. Ivi compreso il discorso scientifico. Con il suo sguardo lucidissimo, Paolo Fabbri, uno dei grandi protagonisti internazionali della ricerca intorno ai sistemi di significazione, ripercorre fortune, inciampi, idee, passioni, lotte accademiche e idiosincrasie personali di un’avventura entusiasmante. Ne escono ritratti gustosi di alcuni protagonisti assoluti del dibattito culturale italiano e non solo: Umberto Eco, Roland Barthes, Tullio De Mauro, Pino Paioni, Claude Lévi-Strauss e ovviamente Algirdas Julius Greimas, il maestro di Fabbri e di una generazione di studiosi.

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About the author

Paolo Fabbri

Paolo Fabbri, principale semiologo italiano, ha insegnato e svolto attività di ricerca in moltissime università, in Italia e all’estero. Attualmente insegna Semiotica dell’arte al Master of Arts LUISS di Roma. È direttore del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche Umberto Eco (CiSS) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Tra le sue pubblicazioni: Tácticas de los signos (1996), La svolta semiotica (1998), Elogio di Babele (2000), Segni del tempo (2004), L’efficacia semiotica (2017), Sotto il segno di Federico Fellini (2019). Ha diretto dal 1992 al 1996 l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi ed è Chevalier des Palmes Académiques del Ministère de l’Éducation Nationale e Officier des Arts et des Lettres del Ministère de la Culture.

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