«Non serve certo dire che nel meraviglioso sviluppo della cultura occidentale, in cui si considera la forma come essere e la formazione come bene, c’è molto di notevole e da imparare, ma forse che non si cela alla radice della cultura orientale, che i nostri antenati hanno tramandato da alcune migliaia di anni, qualcosa come il vedere la forma di ciò che non ha forma e il sentire la voce di ciò che non ha voce? La nostra anima non smette di cercarlo e io vorrei provare a dare un fondamento filosofico a un tale bisogno». In questo saggio del 1927 Kitarō Nishida, il più importante filosofo giapponese contemporaneo, riesce con il concetto di “luogo di assoluto nulla” ad introdurre in modo originale nella discussione filosofica l’esperienza di pensiero della tradizione orientale, in particolar modo di quella del buddhismo zen. Vero punto di svolta della sua evoluzione teoretica, questo saggio inaugura la fase più creativa della produzione nishidiana.

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Kitarō Nishida

Kitarō Nishida (1870-1945), il filosofo giapponese più noto e influente all’interno e fuori del Giappone, è considerato il fondatore della filosofia giapponese moderna. È inoltre la figura ispiratrice di un gruppo di intellettuali noto come «Scuola di Kyōto», una delle esperienze più creative e importanti nel panorama di pensiero del Giappone moderno e contemporaneo. Tra i suoi testi apparsi in italiano, L’io e il tu (Padova, 1996), Il corpo e la conoscenza (Venezia, 2001), La logica del luogo e la visione religiosa del mondo (Palermo, 2005), Uno studio sul bene (Torino, 2007).

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