Lévinas e la difesa dell’interiorità

Lévinas e la difesa dell’interiorità

La dimensione interiore non è mai trascurata nella filosofia di Lévinas: anzi, è il punto d’inizio e d’arrivo di un sistema che si presenta come una “difesa della soggettività”. Quest’opera, invece, vuole essere una difesa dell’io in quanto io, o una difesa dell’interiorità. L’io può essere mortale e, al tempo stesso, infinito? Contro l’essere-totalità – somma di enti senza nome – Lévinas propone l’essere-infinito: l’unicità dell’io che si apre all’unicità dell’altro. Il passaggio dal fenomeno alla cosa in sé avviene nella sensibilità: se la sensazione è il particolare che non è mai due volte, l’altro è l’essere unico che non sarà mai un altro essere. Ma ciò non basta: è l’inizio – come linguaggio, come perdono, come eros – che dona all’io il suo trionfo. L’essere-per-altri e l’egoismo dell’io separato sono due aspetti possibili solo in funzione della loro co-presenza, ma l’essere-per-altri accade malgrado la morte, che rimane nascosta nel buio del suo segreto, senza conferire all’io un senso ultimo. Bisogna trovare quello che sembra il tassello mancante di un ingranaggio filosofico che potrebbe comunque rimanere inalterato. Ma in quest’opera è un tassello essenziale.

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About the author

Gianluca Bianchi

Gianluca Bianchi è nato a Venezia. Ha completato i suoi studi di filosofia presso l’Università di Bologna e la Universitat de Barcelona. Il campo di ricerca in cui si è specializzato è quello della filosofia teoretica e francese: si è laureato con una tesi su Michel Foucault e sta terminando la stesura della sua prossima opera, in cui prosegue l’indagine filosofica sulla metafisica delle relazioni umane.

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