Le fotografie del silenzio Forme inquiete del vedere

Le fotografie del silenzio

Forme inquiete del vedere

Viviamo nel tempo dei “selfie”, delle immagini che si moltiplicano pervasive sui media, nei social network. Un profluvio confuso e chiassoso di fotografie, che finirebbe per nascondere, neutralizzare il loro messaggio in un indistinto rumore di fondo. Ma non è sempre così. Vi sono immagini infatti che riescono ancora a guardarci, a interpellarci, a fissarsi saldamente nella memoria collettiva. Sono quelle che l’autrice chiama “fotografie del silenzio”. Con questo termine però non si intendono tanto le immagini che rappresentano luoghi incantati e silenti, quanto piuttosto le fotografie che sanno creare uno spazio di silenzio dentro di noi, un intervallo inquieto che ferma e sospende i nostri sguardi e i nostri pensieri, per aprirli verso un altrove, verso un “non dicibile” che ci disorienta e ci interpella. Attraverso l’esempio di numerose ricerche di autori italiani e stranieri questo libro si propone di accompagnare il lettore in un viaggio all’interno di una fotografia contemporanea dove il silenzio può rivelarsi “una forza” nel momento in cui incrina le nostre certezze, offrendosi come un dono sommesso che rivela la dimensione misteriosa nascosta nelle immagini e nella realtà stessa.

Book details

About the author

Gigliola Foschi

Gigliola Foschi, giornalista, critica d’arte e della fotografia, è docente di Storia della Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Attualmente scrive per la rivista “Gente di fotografia”, dopo aver a lungo collaborato con il quotidiano “l’Unità” e con numerose riviste d’arte e fotografia. Ha partecipato ai volumi: Tra luce e ombra (2004); Perché non parli? Le discipline dell’arte contemporanea raccontate dagli autori (2010); The History of European Photography Vol.I 1900-1938 (2010); Scorci di Corea/Glimpses of Korea (2013). É autrice di numerosi testi per cataloghi; tra i più recenti: America ’70. La fotografia tra sogno e realtà (2014); Luigi Tazzari, 2013, (2014).

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