La democrazia a una dimensione Percorsi filosofici su modernizzazione, laicità e costituzione

La democrazia a una dimensione

Percorsi filosofici su modernizzazione, laicità e costituzione

Questo testo torna a riflettere sul modello di razionalità che ha ispirato il costituzionalismo liberale e sull’idea di laicità che a esso si richiama. Un modello che nel corso del Novecento è stato tragicamente travolto dai totalitarismi e che oggi appare nuovamente in crisi. È necessario indagare sulle cause di tale crisi – come ormai si fa da prospettive diverse ma convergenti – risalendo anche al modo, troppo meccanico e lineare, con cui quel modello di razionalità, sorto nell’ambito della rivoluzione scientifica, è stato trasferito in ambito sociale e politico, dando inizio, a sua volta, a una rivoluzione antropologica. I processi di modernizzazione costruiti su questa base hanno liberato le spinte all’autoaffermazione individuale e all’innovazione economica, ma non si sono rivelati altrettanto capaci di garantire una convivenza equilibrata e inclusiva. Si tratta di prendere atto che tali limiti, non contingenti ma strutturali, favoriscono il sorgere periodico di derive illiberali che tornano a mettere in discussione lo Stato di diritto e le sue irrinunciabili libertà; derive e regressioni che non possono essere arginate facendo ricorso soltanto alle risorse cognitive e morali messe a disposizione dal modello antropologico e politico liberale. Parte essenziale di questo lavoro è un confronto critico con alcuni autori – Löwith, Habermas, Fukuyama, de Giovanni, Butler – che sui limiti del liberalismo classico si sono interrogati, ispirandosi variamente al pensiero politico hegeliano.

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About the author

Giovanni Polizzi

Giovanni Polizzi è nato a Reggio Calabria (1948) e si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina nel 1971. Ha insegnato storia e filosofia presso il Liceo Classico G. Leopardi di Pordenone fino al 2013. Ha collaborato con la Società Filosofica Italiana (sezione Friuli-Venezia Giulia), con l’Istituto Gramsci Veneto e con l’Associazione culturale Norberto Bobbio di Pordenone.

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