Immaginario caricaturale Meme, vittimismo e marciume cerebrale

Immaginario caricaturale

Meme, vittimismo e marciume cerebrale

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La società digitale contemporanea è invasa da contenuti, promossi da algoritmi, che influenzano le interazioni collettive, i meme. Al contempo, essa è minacciata dall’intensificarsi di polarizzazioni, guerre culturali e discriminazioni. Scenari che vengono alimentati da una particolare configurazione dei rapporti sociali: l’immaginario caricaturale. Solitamente, la caricatura indica un tentativo di emulazione dalla forte valenza simbolica, in grado di evidenziare, esasperare o criticare le fattezze emulate. In chiave sociologica, l’immaginario caricaturale si afferma come un’imitazione maldestra e vittimistica dei valori occidentali, contraddicendoli ed esasperandoli. Un orizzonte di (non)senso sfruttato da alcune delle comunità più radicalizzanti, come la Manosphere, e adoperato persino dalle figure politiche più influenti, fino a divenire caricatura della stessa caricatura con il brainrot, il “marciume cerebrale”.

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Sull'autore

Fabrizio Arcuri

Fabrizio Arcuri è assegnista di ricerca in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università degli studi di Bergamo. Nella stessa università ha conseguito il Dottorato in Sociologia nel corso Scienze della persona e nuovo Welfare. I suoi interessi di ricerca riguardano l’immaginario sociale, gli usi culturali dei meme e le dimensioni sociologiche del risentimento e del vittimismo.