Gli spazi di mezzo Pratiche e politiche dei corpi

Gli spazi di mezzo

Pratiche e politiche dei corpi

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Il libro dà voce ad alcune pensatrici del Novecento che muovono una domanda di giustizia in rapporto alla situazione vissuta: la fabbrica per Simone Weil, il margine per Audre Lorde, le terre di confine per Gloria Anzaldúa. Luoghi che marcano i corpi come segni di una subordinazione storica e offrono, al tempo stesso, il punto di leva per una pratica teorica in grado di aprire nuovi orizzonti di senso. Gli spazi di mezzo sono estremità che possono trasformarsi in ponti solo attraverso corpi reali che si fanno soggetti attivi del cambiamento. Un movimento sperimentato, anzitutto, dalle donne in quanto primi soggetti storici colonizzati dal patriarcato. A fronte della logica di guerra che ha occupato tutto il campo della mediazione, la proposta di queste pensatrici politiche e attiviste spirituali risponde a un bisogno fondamentale delle nostre vite: nutrirci di immagini, simboli, racconti capaci di ispirarci e sostenerci in atti pubblici e pratiche contro-egemoniche che siano all’altezza delle sfide poste dal presente.

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Sull'autore

Marianna Esposito

insegna Filosofia politica e Global gender studies presso l’Università degli Studi di Salerno. È autrice, tra l’altro, di Oikonomia: una genealogia della comunità. Tönnies, Durkheim, Mauss (2012) e Politiche di salvezza (2015). Ha curato con Sandro Luce il volume Norme, Governo, Soggettività. Un percorso tra filosofia e politica (2024).

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